Super Landini Tescacalda

 

Molto tempo è passato da quel 1934,  anno che vide la nascita del SuperLandini, trattore dall’aspetto bonario, rassicurante e possente nello stesso tempo.

 

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Una cinquantina di cavalli, più di 3500 chili di peso, un motore monocilindrico “testacalda” che quando si è messo in moto non si ferma più, e cosa di non poco conto, facile alla manutenzione. Il monocilindrico di 12200 c.c. permetteva di lavorare anche in condizioni estreme e l’attacco del cinghione della trebbia lo rendeva così versatile da farlo dominare sui campi  di tutta l’Italia. Il SuperLandini  raggiungeva il limite di 50CV, traguardo di cui poche case costruttrici potevano vantarsi; le poche che potevano farlo erano straniere, per lo più americane, ma le loro macchine erano ingombranti, difficili da gestire, complicate.

Queste le caratteristiche e i pregi di uno dei trattori che hanno fatto la storia delle macchine agricole italiane e della meccanizzazione dell’agricoltura. Per molti anni il SuperLandini è rimasto leader indiscusso del settore perché non esistevano mezzi che reggessero al confronto e  gli agricoltori che si affacciavano alla meccanizzazione lo consideravano un punto di riferimento obbligato.

Ancora oggi quando viene esposto nelle varie manifestazioni in molti lo ricordano al lavoro, era il 1950 infatti, quando si produssero gli ultimi mezzi e per molti anni ancora fu adoperato fattivamente in moltissime aziende agricole italiane.

Non è un caso il fatto che è molto ricercato  tra i collezionisti e  gli appassionati e chi lo possiede lo mostra con orgoglio e fierezza.

Super Landini Tescacalda
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