Lo Specchio

Ci sono nel nostro tessuto economico imprese che crescono nonostante la crisi. Purtroppo esse non occupano le prime pagine dei giornali e non fanno notizia.

Mi piacerebbe invece andare contro corrente e puntare i riflettori su quelle realtà economiche che , non risentendo degli effetti della contrazione economica, possono fungere da faro e indicare la direzione per l’economia di domani.

Ci sono decine di spiegazioni che ci aiutano a capire quello che stiamo vivendo ma non possiamo nasconderci che tutto questo conduce ad un cambiamento radicale e definitivo. Ecco perché dobbiamo guardare a chi ha fatto impresa diversamente ed adesso non soffre.

A mio parere tutto può riassumersi in due elementi: il tipo di crescita che vogliamo e l’applicazione dei “retti rapporti”.

Se andiamo ad analizzare più da vicino i non pochi casi di aziende che non sono in sofferenza di sicuro ci accorgeremmo che in esse vige la legge dei retti rapporti. Retti rapporti tra collaboratori e dirigenti, con i fornitori, con gli acquirenti, con il territorio. Retti rapporti che vuol dire anche pieno riconoscimento dei ruoli e capacità di far sentire tutti parte di uno stesso organismo che ha bisogno dell’apporto di ogni suo componente. Retti rapporti anche nella politica di marketing, affinché l’azienda passa continuare ad essere visibile sul mercato. Perché il marketing è strumento utile e necessario per qualsiasi tipo di azienda, bisogna solo scegliere di farlo in maniera etica.
Alla base dei retti rapporti infatti c’è una profonda concezione etica del lavoro, dell’economia e della vita in generale. Tutto questo è quello che fa la differenza.

La scelte originarie regolate da queste leggi producono effetti a lunga distanza. Queste aziende hanno saputo investire non solo in denaro ma in capitale umano che è la vera risorsa di ogni realtà economica che vuole durare nel tempo. Investire in formazione e riconoscere il valore del collaboratore significa creare collante e farlo sentire parte importante e indispensabile dell’azienda; curare la bontà del prodotto e rimanere attenti a vigili alle esigenze del destinatario finale portano alla fidelizzazione del cliente che si fa tramite per la diffusione del nostro prodotto. Tutte queste decisioni dipendono dall’imprenditore il quale è l’unico a sapere che tipo di azienda vuole, quali obbiettivi porsi e con quali mezzi raggiungerli. Perché un’azienda è sempre lo specchio dell’imprenditore che l’ha creata.

Andrea Bevilacqua

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