Agricoltura Sostenibile

Un modello di produzione che evita lo sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, del suolo, dell’acqua e dell’aria, per un’agricoltura che produca cibi buoni, sani e amici dell’ambiente.

L’agricoltura fornisce buona parte degli alimenti che consumiamo e svolge un ruolo fondamentale per la nostra sopravvivenza, ma se praticata in modo non sostenibile può causare gravi danni all’ambiente e agli esseri viventi che lo abitano.
Basta pensare al degrado e all’impoverimento del suolo, all’inquinamento delle acque per il massiccio uso di concimi chimici e di fitofarmaci, agli enormi consumi idrici richiesti dall’agricoltura intensiva.
L’agricoltura sostenibile è un modello di produzione economicamente vantaggioso per gli agricoltori, rispettoso dell’ambiente, socialmente giusto, in quanto contribuisce a migliorare la qualità dell’ambiente, della vita degli agricoltori e dei consumatori, privilegiando i processi di produzione naturali, evitando il ricorso a pratiche dannose per il suolo (principalmente lavorazioni intensive e utilizzo di sostanze chimiche) e utilizzando fonti energetiche rinnovabili.
I modelli di agricolutra sostenibile più diffusi in Italia sono l’agricoltura biologica, l’agricoltura biodinamica e le produzioni integrate.
Agricoltura Biologica
E’ un modo di produzione che non utilizza prodotti chimici.
Per eliminare i parassiti, invece di ricorrere ai pesticidi, si usano altri insetti o batteri antagonisti e si privilegiano le tecniche tradizionali come la fertilizzazione organica o le rotazioni colturali che consentono di arricchire il terreno.
La normativa che disciplina il settore dell’agricoltura biologica è il regolamento CEE 2092 del 1991 e successive modifiche, redatto in base alle norme internazionali IFOAM (la Federazione Internazionale dei movimenti per l’Agricoltura Biologica che, attraverso una serie di norme volontarie, definirono per primi le regole per produrre con il metodo biologico).
Il metodo produttivo è definito dal Regolamento CEE 2092/91, a livello comunitario, e dal D.M.
220/95, a livello nazionale.
Un’azienda che decide di avviare la produzione biologica deve notificare la sua intenzione alla Regione e ad uno degli organismi di controllo autorizzati, successivamente l’organismo procede alla prima ispezione degli appezzamenti e di ogni altra struttura aziendale.
Se i risultati dell’ispezione sono positivi, l’azienda viene ammessa nel sistema di controllo, e può avviare la conversione: un periodo di disintossicazione del terreno che, a seconda dell’uso precedente di prodotti chimici e delle coltivazioni può durare due o più anni.
A conclusione del periodo di conversione il prodotto può essere commercializzato come proveniente da agricoltura biologica.
Agricoltura Biodinamica
E’ un metodo di produzione basato sugli insegnamenti di Rudolf Steiner, il fondatore della antroposofia che formulò i principi di una nuova agricoltura capace di mantenere la fertilità della terra, di rendere sane le piante in modo che possano resistere alle malattie e ai parassiti e di produrre alimenti di alta qualità.
Si fonda su una concezione “olistica”, in cui tutto è connesso e tutti gli elementi devono essere in equilibrio.
L’azienda agricola è considerata un organismo in relazione con l’ambiente circostante, con l’intero pianeta, con il cosmo e le costellazioni.
Come nell’agricoltura biologica, anche in quella biodinamica non vengono utilizzati prodotti chimici e organismi geneticamente modificati.
Si somministrano in dosi omeopatiche dei preparati naturali ottenuti da processi fermentativi, decotti e minerali, sempre tenendo conto delle fasi della luna e del sole; si lavora il terreno secondo metodi tradizionali con l’obiettivo di rigenerare e rivitalizzare il suolo.
 
Permacultura
E’ una disciplina che permette di progettare insediamenti umani il più possibile somiglianti agli ecosistemi naturali.
La permacultura mira a integrare i cicli naturali e la vita umana per un ambiente sostenibile ed equilibrato.
Come negli ecosistemi, anche negli stanziamenti umani ogni elemento è chiamato a svolgere più di una funzione (il lombrico area la terra, digerisce e rende disponibile la materia organica per le piante, è cibo per uccelli e altri animali) e come ogni funzione può essere realizzata in più modi (l’acqua entra nel sistema attraverso la pioggia, tramite l’umidità della notte, dai ruscelli, da faglie sotterranee…).
In un progetto di permacultura, ogni cosa deve essere collocata nel modo più conforme ai principi del rispetto della biodiversità e dell’utilizzo delle energie rinnovabili.
La progettazione, le pratiche agricole, la gestione dell’ambiente, l’economia e le dinamiche sociali devono puntare a ottenere il massimo beneficio utilizzando al minimo lo spazio e l’energia in un sistema produttivo che dura nel tempo.
Fonte : Greenpeace
Agricoltura Sostenibile
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